Quando ero piccolo i miei nonni compravano lo yogurt con gli smarties, ed io ce li mischiavo dentro.
li guardavo perdere colore, attenuarsi mischiando.
Osservavo il fenomeno in una sorta di trance, con la paura che potessero sparire completamente
Anche io, col tempo, mischiandomi, sono diventato tenue.
La mia paura è tenue.
Tenue è l’intensità del mio sentimento, della tristezza che pervade la mia vita
Ma io continuo a mischiare.
Tenue è il calore che emana il mio petto quando ci appoggi la testa
Tenue è l’amore che provo per te
Ma io continuo a mischiare.
Tenue è il suono della mia voce quando ti dico che ti voglio bene, che ci sarò per te nei limiti della mia salute.
Ma io continuo a mischiare.
Tenue è la rabbia che provo verso i miei genitori, per avermi cresciuto così compresso, così bilanciato
Ma io continuo a mischiare
Mi inviti a fare colazione insieme una mattina e prendiamo un caffè troppo caldo e troppo amaro
Ci sediamo fuori per farti fumare ma è una giornata troppo fredda e troppo uggiosa
Forse dovrei metterci del latte
Ma io continuo a mischiare.
Mi dici che stai molto male e non ti capisco
Fumi troppe sigarette e tossisci tra un tiro e l’altro
Non mi sono mai sentito come ti senti tu, non ho mai provato nulla di così violento
Ma io continuo a mischiare
Anche la mia empatia è tenue, non piango per te, non mi ossessiona il tuo malessere. Ne prendo atto, ti sono vicino, ti ascolto
Ma io continuo a mischiare.
Non fumo, anche il male che mi faccio è tenue. Mangio troppe schifezze, bevo troppe bevande energetiche
Vorrei partire e lasciare tutto, ma non più di chiunque altro, forse meno.
Ma io continuo a mischiare.
Spesso mi immagino abitare posti che percorro solamente. Case arancioni e verdi, con finestre più o meno grandi, con balconi o senza. Case raramente vicine.
Ma io continuo a mischiare.
Spesso penso di parlartene, ma ho paura che sarebbe troppo per me.
Ho paura di essere troppo triste o troppo spaventato, ho paura di non piacerti più, ho paura di avere troppo freddo e troppa poca caffeina
Ho paura di partire e rimanere solo per sempre
Ho paura di invecchiare in un luogo che non sono riuscito a rendere casa
Ho paura di non poter più tornare qui
Ho paura di cambiare io, ho paura che non mi piaccia la vista dalla finestra, ho paura che non abbiano lo yogurt con gli smarties
Ma io continuo a mischiare
Che latte devo chiedere per non essere scomodo?
Non lo chiedo. Metto lo zucchero nel caffè e basta. Attenuo l’amaro
Non te ne parlerò neanche stamattina, non qui non in pubblico, non se potrei scoppiare a piangere.
Ho paura di non essere più tenue, ma anche la mia paura è tenue.
Da piccolo mischiavo gli smarties nello yogurt per attenuarne il colore
Non sono più piccolo, non ho più voglia di yogurt
Ma anche ora, impaurito, continuo a mischiare