un laptop mostra dei pendoli molto stilizzati che oscillano appesi a una stessa barra da corde di lunghezze diverse, comandati da un motore di fisica bidimensionale
quando un pendolo ne colpisce un altro, emette un suono tonale. la nota associata a ciascun pendolo appartiene a un accordo o un qualche sorta di insieme armonioso, ma questo insieme non è stabile: nel tempo deriva lentamente, si deforma, si disallinea fino a perdere il riferimento iniziale
l’insieme armonioso può essere determinato da:
- un generico sequencer che ogni x secondi cambia l’accordo in modo che nel tempo formino una progressione sensata
- un input dell’utente
- lo stato fisico del sistema stesso (lunghezze, velocità, collisioni → pitch), quindi la musica emerge dalla simulazione
l’oscillazione dei pendoli è comandata da:
- rumore introdotto appositamente nella simulazione fisica
- un mouse comandato dai visitatori oppure
- un qualche sorta di dispositivo con accelerometri movibile dai visitatori
ma l’input dell’utente non è un controllo diretto: introduce perturbazioni nel sistema (forze, variazioni di gravità, instabilità), senza mai determinare completamente il risultato
il sistema ha memoria:
- ogni collisione modifica leggermente parametri (frequenza, fase, risposta fisica, MICROTONALITÀ)
- nel tempo il comportamento complessivo deriva sempre più lontano dallo stato iniziale
è presente un bottone “reset” che riporta temporaneamente tutto a uno stato armonioso, stabile e riconoscibile, da cui però il sistema ricomincia inevitabilmente a derivare.